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Pubblico presente al seminario del 22/08Pubblico presente al seminario del 22/08

C’è grande attesa per la schiusa dei due nidi di tartaruga Caretta caretta sulla spiaggia di Santa Lucia a Castiglioncello, nel comune di Rosignano Marittimo. Il seminario che si è svolto al Museo di storia naturale di Rosignano Marittimo mercoledì 22 agosto, organizzato dal Comune con la Regione Toscana, Osservatorio Toscano per le Biodiversità e ARPAT, ha fatto il punto sulle caratteristiche della tartaruga marina, in particolare sulle nidificazioni toscane, e ha riportato i dati delle schiuse, con il contributo della Regione, dell’Università di Siena, di Arpat,  di IZSLT sezione di Pisa e dell’associazione Tartamare.
"Siamo davvero felici che la spiaggia di Santa Lucia sia protagonista di un evento eccezionale come due nidificazioni di Caretta caretta - ha detto il sindaco Alessandro Franchi aprendo il seminario – la prima è venuta alla luce proprio in corrispondenza dell'inaugurazione del nuovo Museo di storia naturale di Rosignano, che oggi ospita questo seminario formativo e informativo. Come amministrazione ci mettiamo a disposizione degli enti preposti, di associazioni e cittadini, che già hanno manifestato la volontà di fare turni per sorvegliare i nidi, per supportare e seguire al meglio la nascita delle tartarughe".
La Regione, in concomitanza con le quattro nidificazioni avvenute in Toscana nel 2018 – una a Rimigliano, due a Castiglioncello e una a Capoliveri – ha avviato la campagna informativa “Chi trova un nido trova un tesoro”, in evidenza sulla pagina web dell’Osservatorio Toscano sulla Biodiversità
https://bit.ly/2ML97F6, dove si può scaricare il manifesto https://bit.ly/2MvhLsk e il pieghevole  https://bit.ly/2MuRMRP. Chi trova tracce di tartarughe marina infatti può chiamare il numero della Guardia Costiera 1530, attivo h 24, e contribuire a tutelare i nidi e le schiuse, nell’ottica di salvaguardare l’ecosistema regionale.
Per sensibilizzare e accompagnare i cittadini verso la schiuse dei due nidi di Rosignano Cecilia Mancusi di Arpat ha illustrato le prossime tappe, precisando che grazie ai quattro nidi “si sta scrivendo la casistica della Toscana, dove mancano aneddoti e bibliografia sulle nidificazioni di caretta caretta”. La prima fase sarà quella di schiusa, attesa per il primo nido (distante 14 metri dalla battigia) l’8 settembre e per il secondo (9 metri circa dalla battigia) il 20 settembre. In questo periodo sarà garantito un presidio h 24 dei nidi, con turni di 2/3 persone ogni 6 ore. Sarà creato un recinto con transenne e un corridoio sull’arenile fino al mare, sarà misurata la temperatura della sabbia per capire l’avvicinarsi della schiusa. Gli occhi saranno puntati in corrispondenza di ogni camera di deposizione, dove si formerà un piccolo avallamento in superficie, rivelando che sotto le uova si stanno rompendo. I piccoli, sentendo la temperatura più alta nelle ore notturne (30,1 gradi alle 4, e 29,4 gradi alle 16), inizieranno a scavare per uscire circa entro 24 ore.  Inizierà quindi la fase di monitoraggio delle emersioni – che può durare alcuni giorni - con misurazione delle tartarughine che corrono verso il mare (mediante cordicella metrica posata sul corridoio) e registrazione dei dati di emersione (numero di esemplari, ora di uscita, arrivo al mare). Dopo circa  3 o 4 giorni inizierà l’ultima fase: il nido sarà monitorato per 72 ore e poi ispezionato per controllare se ci sono ancora uova integre, danneggiate o piccoli deceduti; saranno raccolti i dati sulla camera e sui resti delle uova. Tutta la documentazione sarà analizzata per effettuare le indagini genetiche.


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Pubblicato il 22-08-2018
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