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Una lunga lettera per ripercorre, passo dopo passo, la vicenda dei due campeggi di Vada, “2 jolly” e “Il Tirreno”, e per chiedere la sospensione temporanea delle ingiunzioni di sgombero. L’ha inviata il Sindaco Alessandro Nenci al Prefetto di Livorno Giancarlo Trevisone e al Responsabile dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità Massimo Celati. Proponiamo di seguito il testo integrale di questa articolata nota firmata dal primo cittadino di Rosignano. “In riferimento all’ingiunzione di sgombero dei beni mobili ed immobili nelle aree adibite a camping nella Riserva Biogenetica nella frazione di Vada, non posso che prendere atto dell’annoso problema, ma devo anche rilevare che le motivazioni che portarono, di fatto, questa Amministrazione a non rinnovare le autorizzazioni all’esercizio dell’attività di campeggio, a seguito di nota di codesta spettabile Prefettura del 20/12/1991 n. 1141.2.5.3/PROCIV., si basarono su elementi che oggi si possono ritenere non più cogenti e che hanno necessità di un’attenta riflessione da parte degli Enti interessati. In particolare mi riferisco a situazioni analoghe che hanno trovato soluzione con le recenti sentenze del T.A.R. n. 221 e 222 del 2006 per i campeggi sempre ubicati nella Riserva Biogenetica denominati “Tripesce” e “Rada Etrusca”, per i quali l’incompatibilità delle strutture con l’istituzione della Riserva Biogenetica (D.M: 13.07.1977) è di fatto venuta meno. Né è invocabile la disposizione regionale sui Campeggi, in quanto quella legge ha subito modifiche e consente oggi l’ammissibilità di tali strutture sulla fascia costiera, con opportuni accorgimenti. Voglio sottolineare tra l’altro che dalla presa in visione degli archivi di questa Amministrazione, risultano diverse Licenze e Concessioni Edilizie a partire dal 1960 sino al 1984 per la realizzazione delle opere relative ai due campeggi, per cui, ai fini edilizi, risultano esistenti, non essendo pervenuta nessuna richiesta di demolizione degli stessi o cambio d’uso. Nel 1991 infine, veniva invocato il piano provvisorio di emergenza esterno predisposto dalla stessa Prefettura per ipotizzabili incidenti conseguenti alla presenza nelle vicinanze di strutture industriali. Vale ricordare che in realtà la stessa Prefettura in data 19.09.1999 ai sensi dell’art. 17 del D.P.R. 175/88 aveva successivamente approvato il piano d’emergenza esterno allo Stabilimento Solvay, ma che nello stesso anno, con Decreto Legislativo n. 334/99, entrava in vigore una nuova legge - oggi conosciuta come “Seveso 2”- che con i 2 D.M. del 9.5.2001 e del 16.5.2001 (del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero dei Trasporti, della Navigazione e Sanità), dando così piena attuazione ai requisiti di sicurezza in materia di Pianificazione Urbanistica e Territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio d’incidente rilevante. Atteso che tali nuove disposizioni, ai soli fini della pianificazione, si riferiscono all’obbligo per le Autorità locali di verificare e ricercare la compatibilità tra l’urbanizzazione e la presenza degli stabilimenti a incidente rilevante, è da ritenere che tutto ciò debba essere riferito ai nuovi interventi edilizi, sia di nuova costruzione che di ristrutturazione edilizia dell’esistente. Infine, il Comitato Tecnico Regionale nel mese di gennaio 2005 ha licenziato il rapporto di sicurezza, presentato dalla Soc. Solvay, relativo alla valutazione delle conseguenze degli incidenti ipotizzabili dalla Società stessa all’esterno della cinta industriale e, dopo tale determinazione, questa Amministrazione Comunale è impegnata a redigere una Variante Urbanistica di adeguamento a tali disposizioni, sussistendo anche la necessità di un nuovo piano di emergenza esterno da parte della Prefettura. Alla luce di tutto ciò è da ritenere che vi possano essere elementi per sospendere temporaneamente le ingiunzioni di sgombero in oggetto, in attesa che si possano verificare gli ulteriori elementi da divenire. Rimanendo a disposizione, si porgono distinti saluti.
Data di revisione/modifica: 16-01-2009
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